lunedì 27 novembre 2006

Traduzione del post

Amici cari, vi voglio lasciare la traduzione della poesia che oggi è venuta a trovarmi per la gioa di grandi e piccioni... scusate, volevo dire piccini. Leggevo un post di una amica del blog, detta Pam, che aveva scritto queste parole:
"L'unico modo di difendere la lingua è attaccarla. Ogni scrittore è obbligato a farsi la propria lingua."
Mi colpì particolarmente questa frase e mi sono messo a scrivere di getto questo che sto per tradurvi. L'ho scrtto a modo mio, come ogni cosa che so fare.
Spero vi piaccia. Non ha ancora un titolo, quindi, se lo desiderate , potete metterglielo voi. Poi, se e quando diventerà canzone , dirò sul palcoscenico che il titolo gliel'hanno dato gli amici del blog.
Ciao!


Oggi non andrò io a cercarti
come il tuo ricordo, che viene per me.

Né desiderarti già,
neanche andare andando cammino indietro.

Come densa nuvola che tra altre perisce,
come un fulmine che non è, ma che sembra esserlo,
come un nido erto di fango e di paglia,
come ciminiera di fumo e fuliggine.

Oggi io vivo così,
nudi i miei piedi
e già intera l'anima.

Oggi non ti ridono
l'eco bagnato
rubato d'amore.

Già non sono più io
quello che io ero.

E una nuova era
mi chiama verso il sole.

Nicolás Aldo Parente
27 nov 2006
Romautunno.

1 commento:

Andru ha detto...

Lindo lindo... Leí lo de abajo porque no entiendo el idioma... que dicho sea de paso, no tengo idea de qué idioma es exactamente, aunque tampoco le puse mucha atención...
Che, la poesía me gustó... yo le pondría "Porque sí" No sé porqué se me ocurre eso... (porque sí ! jaja, mal chiste...) Pero igual... el tema de los títulos son complicados... Pero ojo, que cuando surge, surge con toda, así que esperalo... en una de esas, viene, para que lo atajés.

Besos querido, cuidesé...